La pagina dei miei ricordi
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Giuseppe Giambuzzi ha con un suo scritto fotografato un momento di fine 2010 "Mattinata di un giorno qualunque, Piano di Carletto, una di quelle persone che conosci da sempre, con cui sei stato in confidenza a tratti e a tratti ti sei allontanato. Uno di quelli che non saluti perché se no dovresti salutare tutti, ma con cui a volte non puoi fare a meno di parlare. Questa era una di quelle volte: stava fotografando la piazza. “E' un posto che vuol dire molto per te vero?” gli faccio” Si! Ho giocato molto da bambino in questi posti-ricordo che i miei primi giri sull'autoscontro e sui dischi volanti li feci insieme a te, caro Peppino !”
Con Facebook oggi si parla con gli amici, con la radio libera di un tempo era la stessa cosa...salutavi la ragazza che avevi a Pescara e la salutavi tramite la radio e tutti sapevano che l'avevi salutata. Diciamo che oggi esiste con il web, anche la possibilità di mostrare le foto della tua ragazza a tutto il mondo ! La radio faceva immaginare, la rete fa vedere ! Cosa è meglio ?
Peppino ti ringrazio per questo scritto che ho molto apprezzato ! Ecco la foto che stavo scattando il 5/12/2010, speriamo che il Mercato Coperto non venga mai demolito !
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IL MERCATO COPERTO I Portici del Mercato Coperto - quanti ricordi...osservavo volentieri la gente che qui sotto si riparava dalla pioggia. Tuoni, acquazzoni e il brusio delle persone che aspettavano. Mo spiove e scappeme alla case ! Avevo 18 anni e con la mia prima automobilina, una bianchina rossa, passavo e ripassavo. Qualche volta mi sono fermato, e con degli amici, ci siamo uniti ad altri amici che stavano aspettando la fine del temporale. Ora anche quando piove, non vedo piu' nessuno sotto questi portici. Mi auguro che mai nessuno si faccia venire in mente di distruggere questo luogo ed il mercato coperto che si raggiunge dalla scalinata che vedete a destra della pozzanghera. - mario paolini - 10.11.2010
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QUESTA FOTO MI HA ISPIRATO - 22.9.2010
Sono nato nel 1959, e se non ricordo male, nel 1964 andai ad abitare nella casa che si trova sopra al bar della frutta (ora barcollo) ed i balconi della mia camera erano quelli del secondo piano. Che fortuna ! Abitare per il corso ! In questa casa sono rimasto fino a quando avevo 15 anni e quindi i ricordi sono davvero tanti e molto belli. Ma vi rendete conto cosa può significare per un ragazzino, avere la cameretta proprio sopra al corso principale di Ortona ? Potevo osservare la vita ! Ascoltare le voci ed i rumori, potevo osservare tutte le automobili e le ammiravo dall'alto ! Le feste ! Le processioni ! I funerali ! Ho ancora negli occhi i colori della mattina...la luce particolare che arrivava dalla porzione di cielo tra le case del lato destro e quelle del lato sinistro. Una luce che illuminava e creava ombre nette sui marciapiedi chiari di mattonelle. Quelle tende sporgenti a coprire le vetrine dei negozi e quella vetrina di giocattoli di Farinelli che avevo proprio di fronte al mio balcone ! Quanti sogni con quelle macchinine rosse a pedali che avrei voluto avere. Mi divertivo molto ad osservare i clienti del bar della frutta che a quell'epoca, non erano ragazzi, ma signori di una certa età che arrivavano dalla campagne...almeno cosi la mia mente ricorda. Ma si sa, a volte la mente ricorda cose sbagliate e non potrei giurare sulla verità dei miei ricordi. L'importante è che siano miei ! Ogni mattina vedevo arrivare il camion della carne e quando si aprivano le porte, apparivano uomini in camice bianco macchiato di sangue. Sulle spalle enormi pezzi di animali che portavano dentro la macelleria ed appendevano a dei grossi ganci. La macelleria era a circa 20 metri piu' giu' del bar della frutta. Non ricordo se era dopo il negozi di Memmo, oppure al posto di questo. Sotto casa la 128 gialla di mio padre e la mia contentezza di entrarci dentro per essere accompagnato a scuola ! Diciamo che a scuola ci andavo a piedi ma almeno una volta mi ha portato mio padre con questa splendida autovettura. Il negozio "La moda del giorno" era li, "lo yacht bar" era dallo stesso lato della mia casa e vicino a dove i barbieri Peppino e Roberto hanno tagliato i capelli a mezza Ortona. Che tempi ! Peppino e Roberto avevano portato una ventata di modernità ! Il loro taglio era davvero alla moda e tutti correvano da loro ! Che lavoratori ! Davvero due bravissime persone che stanno ancora lavorando oggi...almeno mi sembra. E che dire del bravissimo barman Zazzà dello Yacht e dell' aspirante barista Lello che è partito proprio dallo Yacht Bar per poi diventare molto famoso? I panini di Pescina e quelli del negozio di fronte di cui non ricordo il nome, forse aveva una tabella con la scritta Oro Saiwa. E poi il bar di Sino...il far west dove a 14 anni andavo per qualche partita di biliardo. Il birillo rosso a centro e altri 4 bianchi intorno a quello rosso. I magazzini Basti ! Era il massimo ! Altro che centro commerciale ! Giocattoli, abbigliamento, dischi, quaderni e penne, le commesse bellissime ! Salvagenti e gommoni di tutti i colori, maschere e pinne. Il pallone Pam Pam ! Maschere, coriandoli e vestiti per il carnevale e...le mazzocche ! Quante mazzocche ho comprato e quante mazzocate ho preso in testa a carnevale. E arrivò anche il periodo (1973) delle moto giapponesi : la kawasaki 400 di Giovanni Serraiocco che al solo udire l'urlo di quel 2 tempi ti metteva paura, la Suzuki 380 di Angelo Cichelli con il radiatore air system e poi Honda che qualcuno aveva ma non ricordo chi. Ricordo anche i funerali che passavano ma di questi ho già scritto i miei ricordi e potete leggerli sul sito nell'apposita sezione. Molto forte è anche il ricordo delle rondini che arrivavano verso maggio e che mi facevano compagnia con il loro garrire che io associo alla fine dei pomeriggi. In questa casa per il corso che ci aveva affittato Don Pasquale, un signore che assomigliava a Fernandel, iniziai ad ospitare il mio amico Rolando che avevo conosciuto a Parigi. Ero andato durante l'estate a casa di mio zio e Rolando divenne il mio vero amico ! Per molte estati venne ad Ortona a casa mia per mesi interi e spesso ci divertivamo a sistemare le casse dello stereo, comprato da Selezione Readers Digest, fuori al balcone e poi con un microfono iniziavamo a chiamare le persone che vedevamo in strada. Noi eravamo dentro casa e nessuno capiva da dove arrivava la nostra voce ! Quante risate ! Per questa sera mi fermo qui.
Eh!!! caro Mario, complimenti per le tue riflessioni sempre così poetiche e di soffusa tenera e amara nostalgia. Rappresenti proprio lo spirito di una comunità che non vuol dimenticare le proprie radici e che testimonia fiera i valori del proprio tempo, che forse non saranno sempre i migliori ma non vanno certo dimenticati. Dobbiano, anche a mio avviso ricordarci sempre chi siamo ed eravamo, altrimenti vagheremmo senza più riferimenti, nè per noi stessi nè (cosa ancora più importante), per i nostri figli. Purtroppo, lo so, oggi è difficilissimo fare certi discorsi. Non c'è più attenzione, non c'è più tempo: siamo bombardati da troppe cose inutili e fuorvianti...mai in nessun epoca una tale massa di gente è stata così condizionata da pochi e da un sistema onnipresente e soffocante.
Se ti fa piacere..... anchì io una volta ho fissato un piccolo ricordo di un paese lontano........ in una breve immagine...te l'invio per una condivisione di emozioni ,spero. A risentirci a presto.... Mauro Dommarco
MOMENTI SOSPESI
A volte, al rumor di una campana si alza lo sguardo dal viver quotidiano, le orecchie si schiudono, si apron gli occhi si chiude l’ormai inutile bocca.
Entra in te l’immagine di un mattino lontano, inondato di luce, in un paese immobile; sui tetti scivola il suono delle campane a guidar la festa di rondini e passeri.
Una particella di tempo si è fermata E nel sorprenderti già svanisce. Richiudi gli occhi e nel silenzio, torni a “vivere”, Prigioniero di un sogno che è la realtà.
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La vita ortonese degli anni 70 Sono una persona che ascolta molto, riflette e pensa in continuazione. Spesso gli unici discorsi che sento sono riferiti ai giovani che qui ad Ortona pare non abbiano divertimenti, poi i problemi della raccolta differenziata, del parcheggio Ciavocco, della giunta comunale, e, di cosa ha fatto e cosa non ha fatto. Poi di tutti gli altri problemi. Il lavoro, il costo elevato degli appartamenti, la notte bianca, il gelato che è piu' buono da quello e meno buono da quell'altro, il castello illuminato, il corso pavimentato, il giardino sporcato, il teatro rinominato e tutto il resto che ben sapete. Non sento mai parlare di cosa ha caratterizzato veramente Ortona e del perchè spesso (almeno fino a qualche anno fa) il milanese o il romano che arrivava qui s'innamorava della nostra città ed ogni anno ci tornava per le vacanze estive. Ho detto milanese o romano ma sicuramente qui ad Ortona ci tornavano anche da altre città. Ritengo che molto spesso la gente tornava volentieri ad Ortona, non tanto per il castello o per il teatro. La gente era innamorata della vita ortonese, delle persone che si facevano voler bene, dei sentimenti, delle amicizie, delle notti seduti nei Bar del Corso...tanta bella gente, tanti discorsi, tanti sogni e tanta semplicità. L'immagine contava poco, le persone erano piu' vere. Pranzi in famiglia, cenette con gli amici, serate danzanti alla Sala Eden. Poi il mare, i gestori degli stabilimenti balneari, che pur se non erano gentilissimi e sorridenti, erano simpatici o particolari, erano "veri" ! I negozi per il corso, i barbieri che ti parlavano, le "pettile", i venditori di cocomero in via della Libertà, i tornei di basket e di calcio, i gelati di Galileo, Le orchestrine pomeridiane davanti alla Sala Eden, radio Ortona, radio Mare, Punto Radio, lo streap tease al Vittoria, il cinema Odeon, i funerali che passavano per il corso, la banda... Oggi è tutto piu' bello e funzionale, sono migliorati i servizi ma qualcosa non va : non si respira piu' l'aria di Ortona che infiammava le serate estive e che teneva unite le persone. Oggi Ortona si popola nella notte bianca, le notti bianche sono tante, gli ortonesi che conoscono veramente il dialetto forse sono rimasti in pochissimi, cosa significa ? Pensateci ! Possiamo fare qualcosa ? No, non credo proprio ! E' terminato un ciclo, non ci sono piu' quelle persone che hanno caratterizzato la "dolce vita ortonese", non ci sono piu' quelle persone formatesi attraverso i veri sacrifici e quindi con la voglia di migliorarsi, ma non solo economicamente. Non è colpa di nessuno ! Bisogna solo capire che le nuove generazioni corrono dove c'è l'apparente vuoto divertimento e certamente qui ad Ortona non possiamo costruire Disney come a Parigi. Ora qui si stanno rincorrendo i sogni che tutti rincorrono : le selezioni del Grande Fratello che si faranno in Corso Vittorio Emanuele ! Che fortuna che ho avuto ! Sono nato nel 59 ed ho potuto leggere dai microfoni di Punto Radio il notiziario ortonese, ho potuto bere l'acqua delle fontanelle, fare gli allenamenti di basket con Ugo Storto, acquistare il ciclomotore da Rocco Di Natale, farmi tagliare i capelli da Peppino e Roberto, acquistare un loden da Ugo Busi, giocare una schedina al Bar Italia da Giosi, farmi servire un caffè da Rocco dello Yacht Bar, acquistare la prima autoradio autovox da Cataldo, farmi fare un panino da Pescina, gustare un gelato di Galileo ed anche del Bar della Frutta, giocare a biliardo nel "texas", giocare a Flipper presso la Sala Eden e discutere con zi Giuvann, ascoltare i racconti di mio padre che è stato il primo gestore della Sala Eden, insieme a Fabretti e Ciminieri, ascoltare i comizi in piazza di mio padre e di tutti i grandi politici di allora. Poi ricordo volentieri i lupetti del Maestro Giuliani, il basket di Rizziero, le gomme di bicicletta riparate da Pistone, la mia maestra Quadri, i miei professori Gino Polidoro, Licini, Rossi, Perenich, Nervegna, il preside Pasquini, le uscite improvvise dall' Istituto Nautico per le telefonate che annunciavano la presenza di una bomba, il mio scomparso amico Francesco Gallucci, il direttore della mia radio Nicola Primavera e Orazio Ciavarelli, tutti gli amici di Punto Radio, Rolando il francese. Dovrei elencare tanti altri amici e persone che conoscevo ma lo farò prossimamente. Per concludere vi dico che sicuramente Ortona non è solo quella che ho vissuto io...vi posso assicurare che hanno vissuto bene anche le generazioni precedenti alla mia. Ho letto dei libri molto belli che raccontano di Ortona e degli ortonesi, ho ascoltato sempre volentieri i racconti delle mie nonne, di mio padre e di mia madre e di tante altre persone che ora non ci sono piu'. La storia bisogna conoscerla e tenere sempre presente che noi non siamo meglio dei nostri genitori. 5/8/2009 Mario Paolini |
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Un mio pensiero Alla fine degli anni 70 il corso di Ortona in estate era uno stupendo luogo ! A guardarlo ora...che tristezza. Sicuramente si respirava piu' gas di scarico delle autovetture e moto che passavano, era piu' pericoloso proprio a causa del traffico che comunque veniva limitato nelle ore del tardo pomeriggio, ma...c'era la vita ! Chiacchere, saluti, incontri, negozi con la gente che entrava ed usciva, i tavolini dei bar sempre pieni e non solo di chi beveva birra o vino. Al Bar incontravi il professore di fisica, quello di matematica, l'assessore, il consiglierie, lo spazzino, il calzolaio ! Parlavano tra di loro ed erano amici. Poi arrivava quello con la nuova moto giapponese, quello con la nuova fiat 131 abarth...tutti a guardare, le battute, le risate ! Che bei ricordi ! |