La tradizione ortonese del Vaporetto
sembra sia piuttosto recente. Secondo quanto si narra, la sua invenzione risale
al 1936, quando un maestro calzolaio, Nicola Gentile, detto Socola, esperto di
fuochi pirotecnici, luminarie e addobbi per le feste, costruì una piccola
barchetta che chiamò “Regia nave Socola”.
Da allora, il 20 Gennaio di ogni anno, in
occasione delle funzioni religiose in onore di San Sebastiano martire, si
rinnova il rito dell’incendio del Vaporetto, piccola barca di cartapesta
decorata e caricata di petardi, bengala e razzi fumogeni, sospesa ad un filo di
ferro che collega le due estremità di piazza San Tommaso, antistante la
Cattedrale. Il fumo che fuoriesce dalla poppa spinge in avanti la barchetta che
deve compiere un tragitto completo, andata e ritorno, affinché l’annata agricola
e di pesca risulti positiva e fortunata.
Il carattere propiziatorio del rito, unito al suggestivo caleidoscopio di luci,
colori e scoppi che si crea con l’incendio della barchetta, favorisce
un’eccezionale partecipazione popolare al rito, che si conclude con un fragoroso
botto finale tra gli applausi del pubblico festante.
Il culto del santo onorato da questa festa, patrono delle malattie polmonari e
respiratorie, è uno dei più antichi d’Abruzzo, come testimonia un bassorilievo
di epoca medievale che raffigura il martire sul portale principale della
Cattedrale di Ortona. Il fuoco, protagonista della cerimonia, costituisce il
filo conduttore di molte feste popolari ortonesi, dalle botti incendiate per
Sant’Andrea ai falò accesi davanti alla chiesa extra moenia di San Michele
Arcangelo.
A conclusione della cerimonia, consumano il tradizionale “puzzenétte”, un piatto
a base di “vruocchele” e “stocche”, ossia broccoli e stoccafisso, in lunghe
tavolate imbandite all’interno di botteghe e laboratori. La pietanza deriva il
suo nome dal tipico recipiente di rame in cui è preparato, detto polsonetto,
ossia una casseruola munita di un lungo manico e di tre alti piedi di ferro che
permettono di utilizzarla sulla brace del camino o sui fuochi delle fornacelle e
della fucina. L’abitudine di mangiare lu puzzenette è diffusa anche tra le
famiglie e i principali ristoranti del centro storico e della zona del porto di
Ortona.
Il Vaporetto, da circa 5 anni, viene riproposto anche in estate nel mese di
agosto per fare in modo che i turisti possano assistere a questa bella
manifestazione. L'idea della replica della festività è stata dell'attuale
organizzatore : il maresciallo Fernando Morelli, che con tanta passione, tiene
in vita una delle tradizioni piu' sentite dagli Ortonesi.
Ciao Mario. Io non so come dirti GRAZIE per il tuo contributo sul tuo sito.
Certo che hai messo di tutto, ma quello che rilevo, è anche il tuo
entusiasmo. Posso solo dirti che la popolazione è molto contenta del mio
interessamento a questa festa, anche se il Vaporetto, questa volta, al suo
ritorno, ha fatto qualche capriccio e si è fermato dopo qualche metro.
Chiaramente non è detto che debba funzionare sempre, altrimenti che...previsione
dà. Se diamo per scontato che deve ritornare sempre, a questo punto che si fa a
fare?? Che ne dici ? Belli sono stati i fuochi al Castello. La tanta gente ha
sfidato il freddo ed ha atteso sino alle ore 20.30. Con loro mi compiaccio. La
replica estiva sarà realizzata la sera di SABATO 14 AGOSTO 2010 ed ho già fatto
il contratto con la banda musicale ed i fuochi in piazza. Manca la parte finale.
I fuochi al Ciavocco. Un ultima cosa. I motivi che mi spingono a realizzare una
festa in estate sono: dedicata agli ortonesi che per motivi vari non partecipano
al sera del 20 gennaio. Dedicata ai tanti ortonesi che per motivi di lavoro,
sono emigrati e che ritornano solamente d'estate. Dedicata ai turisti che sono
ad Ortona in estate. Mario, per la pubblicazione, sei sempre AUTORIZZATISSIMO.
Se vuoi posso aggiungere, con tanta soddisfazione, che per quanto riguarda gli
"sponsor", ho registrato un 30% in aumento, questo significa tante cose. La
serietà, il legame con la tradizione e penso le innovazioni riportate. Più di
qualcno mi ha detto di non aver mai visto, in chiesa, celebrare la Santa Messa
(Pontificale) dal Vescovo + 5 sacerdoti. Un coro composto da almeno 40 persone e
la benedizione del Santo alla Città di Ortona ed ai cari amici del Mare. Per la
prima volta il sacerdote Don Pino, ha fatto fermare al centro della piazza di
San Tommaso, il santo, lo ha fatto rivolgere verso il pubblico che guardava,
benedicendolo nel nome del Santo. In certi momenti non stavo piu' nella pelle.
Questa edizione, nonostante il freddo, mi ha regalato tante emozioni. Infine,
sempre per la prima volta, ho rilevato la presenza di RAI TRE ed il responsabile
mi ha scrittop (su p.e.) di aver scoperto una "straordinaria festa". Cosa si può
aggiungere ancora. Penso più nulla. Per quanto mi riguarda: Viva Ortona - Viva
San Sebastiano. Ciao. Fernando Morelli - 21/01/2010