ORTONA - PUNTO RADIO dal 1976 al 1984
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da sinistra : mario paolni - gianfranco di lizio - studio - tommaso fulgente - teresa piccorossi,carlo lavagnini, franca ranalli - claudio mene
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Mario Paolini racconta : un giovane ortonese, Vivaldo De Marinis, nel 1975 studiava a Bologna ed era appassionato di elettronica e di trasmissioni radio, quelle dei "baracchini : cq cq cq..., proprio nel 1975 stavano nascendo le prime radio libere italiane. Esisteva solo la Rai ma qualcuno, saputo delle trasmissioni pirata che venivano irradiate utilizzando delle navi che si trovavano in zone sprovviste di legislazione sulle radiotrasmissioni, pensò bene di avventurarsi in questa esperienza anche in Italia. Radio Parma, Radio Alice e Punto Radio, quella di Vasco Rossi, spinserò Vivaldo a pensare che ad Ortona si poteva aprire una radio. In pochi giorni, costrui un trasmettitore da 1 watt ed iniziò a diffondere musica da uno stanzino che si trovava vicino al Teatro Vittoria. Scelse il nome di Punto Radio proprio perchè a Bologna aveva ascoltato la Punto Radio di Vasco Rossi. Con un solo watt si copriva Ortona per intero in quanto le frequenze erano abbastanza libere. Io avevo appena scoperto Radio Elle che trasmetteva da Chieti e devo dirvi che era veramente emozionante...non eravamo abituati a sentir parlare dei nostri paesi, della nostra gente, perchè, come ho già detto, esisteva solo la Rai e i programmi per i giovani erano pochissimi. Io ero già preso dalla musica e dalla radio in quanto tutte le sere ascoltavo dalla radio di Stato "Supersonic dischi a Mack2" con la sigla "in a gadda da vida degli Airon Butterfly". Oltre a Supersonic, trasmettevano anche "Per Voi Giovani" e proprio attraverso questa trasmissione ascoltai per la prima volta, con molto interesse, la presentazione di una nuova uscita The Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd, credo nel 1973. Con Radio Elle nel 1976 mi fissai di brutto ed iniziai a registrare le mie trasmissioni (quelle solo per me e per i miei amici) in un sottotetto della mia abitazione adibito a studio radiofonico personale con lo stereo di Selezione da Reader's Digest, un registratore Mivar ed un microfono di un registratore a bobine marca Geloso. Una sera qualcuno mi disse che in Contrada San Pietro un certo Remo De Sactis venditore di televisioni aveva aperto una emittente, Radio Mare. Insieme al mio attuale cognato, Eugenio Rapino, a bordo di una Autobianchi A111, partimmo alla volta di San Pietro a circa 7 Km da Ortona. Era sera, salimmo la scalinata di quella casa di campagna e, qualcuno, che non ricordo chi era, mi disse che potevamo iniziare a trasmettere. Che emozione! dovete credermi ero felicissimo, Eugenio si mise in consolle ed io mi sistemai davanti al microfono ed iniziammo una trasmissione. Mi sentivo in cuffia e la mia voce mi sembrava bella. Ero già allenato e cercavo di parlare senza il nostro accento ortonese. Con l'ascolto in cuffia e con un buon microfono riuscivo a non essere più il timido ragazzo che ero. Mi trasformavo, impostando la voce, e riuscivo a non arrossire quando parlavo. I primi ad ascoltarmi mi dissero : non eri tu a parlare ! Tu sei un timido...non potevi essere tu. Ed invece ero proprio io che avevo scoperto che era molto bello comunicare con gli altri ma senza stare in mezzo agli altri. La radio mi toglieva la timidezza ! Dopo qualche giorno arrivò un signore distinto. Mi dissero : sta arrivando il direttore ! Paolo Gargarella, si presentò e mi disse che era l'editore, mi fece anche i complimenti : sei molto bravo Mario ! Sono contento di averti nella mia radio ! Dopo qualche mese (era il mese di marzo del 1976) ci trasferimmo ad Ortona in viale Mazzini e questa volta lo studio era veramente bello e tecnologico. Le due stanze con il vetro in mezzo, la moquette rossa, il mixer a 10 canali, i microfoni professionali e i piatti Lenco. Trasmettevo in diretta, ero la voce delle pubblicità insieme a quella di Floriana Bernabeo fino a quando non arrivò un ragazzo piu' grande di me e dall'accento romano "Gianni Messere". Pensai : questo mi batte e finirà che non sarò piu' io la colonna portante. Gianni era molto bravo e fece salire gli ascolti con una trasmissione in cui faceva la parte di colui che ha sempre consigli per tutti ! Lo chiamavano in diretta telefonica e lui dava consigli. Una voce bella ed un tono pacato e rassicurante. Non ero piu' la novità e presto mi comunicarono che la mia trasmissione sarebbe stata spostata negli orari in cui meno si ascoltava la radio. Come avrei potuto accettare ? Non mi sentivo di essere meglio degli altri ma ero troppo innamorato del microfono. Con le lacrime agli occhi abbandonai Radio Mare ma in testa avevo già il mio progetto. Ad Ortona, ci troviamo nel 1977, esisteva la Punto Radio di Vivaldo, Radio Ortona della Democrazia Cristiana e Radio Mare. Mio padre era con il Partito Socialista Italiano ed allora parlai con lui per convincerlo a finanziare una nuova radio. Ci riuscii con molta fatica e alla fine quelli del partito pensarono di rilevare la Punto Radio di Vivaldo'. Giuseppe Giambuzzi mio coetaneo, e, oggi medico, insieme a Orazio Ciavarelli, trovarono un appartamento idoneo, ed io, mi occupai dell'acquisto della strumentazione presso un negozio di Pescara " Orif ". Punto Radio iniziò a trasmettere dai nuovi locali nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Ortona. Ero il principale speaker e anche direttore delle trasmissioni. In breve tempo Punto Radio divenne una emittente molto ascoltata ad Ortona. Il partito non imponeva quasi nulla, eravamo liberi di fare ciò che volevamo e l'unico spazio politico era il notiziario curato da Nicola Primavera, Carlo Sanvitale e Giuseppe Giambuzzi. Ricordo che apriva le trasmissioni Mario Santilli alle 7di mattina. Un ora di musica tranquilla e poi si recava al lavoro. Alle 8 arrivava Eugenio Rapino insieme alla sua attuale moglie, Augusta Paolini (nonchè mia sorella) e conducevano per circa 3 ore. Poi Il notiziario, la pubblicità e alle 14 arrivavo io con la disco music. Era il 1977/78 ed erano gli anni in cui nascevano Donna Summer, Gloria Gaynor, Cerrone, Gibson Brothers, Bee Gees e mi fermo. Ma vi rendete conto ? Io che presento la musica che ancora oggi impazza delle discoteche ! Che anni ragazzi ! Mi hanno segnato profondamente. Lo spazio dalle 15 alle 16 passò a Rocco Ranalli ed io passai ai quiz con la diretta telefonica : il rumore misterioso, poi il cruciverba e dopo il personaggio misterioso. Andavo in onda tutti i giorni dalle 16 alle 17 con grandi ascolti. Poi tornavo alle 21 ed ancora diretta insieme a Peppino Giambuzzi con una trasmissione dove improvvisavamo e si faceva la satira delle trasmissioni delle altre emittenti...che risate ! Le altre trasmissioni che ricordo sono quelle di Antonio Saturno detto Muller, Glauco, Tozzino di cuo non ricordo il nome , Teresa Piccorossi con la trasmissione per i bambini, Nunzio Ortolano con Socole (non ricordo il nome) , Adelchi e Nino Canosa con Vulemese bene ca nin coste niente, Rocco Majo, Tonino di Gong, Paola ed Augusta con "Spazio Libero", Mario Medoro, Tommaso detto la chimera con lo sport, e altre persone che non ricordo. Poi alla radio avevamo bravi tecnici e fonici : Marco Iurisci, Roberto Massone, Carlo Lavagnini, e sicuramente altri che ora mi sfuggono. Dai aiutatemi a ricordare gli altri nomi, le altre trasmissioni e tutto il resto !
La Punto Radio seconda edizione Gianfranco Di Lizio e Punto Radio Dal mio girovagare negli anni in diverse emittenti radiofoniche, vi parlerò nello specifico, della mia esperienza fatta a Punto Radio. Sono arrivato nel 1980 dopo i primi tre anni di vita della radio, era terminata la Punto Radio voluta da Mario Paolini e stava nascendo la nuova gestione. I ricordi si accavallano ed enuncio così come tornano in mente le situazioni, i momenti, gli aneddoti. Erano i primi di maggio del 1980, erano già partiti i festeggiamenti patronali e, nel pomeriggio della festa, nella sede di Via Caldora c'era una riunione preseduta da Tommaso Fulgente che aveva il compito di riorganizzare la parte artistica della radio dato che molti collaboratori erano andanti via e anche Mario Paolini che era il responsabile delle trasmissioni era dovuto partire per il servizio militare. L'anno precedente avevo appena avuto un'esperienza a Radio Elle di Chieti (che io reputavo la migliore in assoluto in quei tempi, esclusa Radio Luna che già aveva una filosofia più professionale e molto vicina ai network attuali) e quindi in un certo senso sentivo di elevare qualitativamente la piccola radio cittadina con la mia presenza e soprattutto con l'apporto fondamentale di Tommaso Fulgente (anche lui da Radio Elle) pieno di idee e di cultura musicale. Fu subito grande intesa e cominciammo a rivoluzionare la radio che a dir la verità non aveva in quel periodo un assetto artistico definito e a volte era in balia di troppo improvvisati collaboratori. Insomma, la mancanza della passione che aveva Mario Paolini si era sentita. Il manovratore della regia era Carlo Lavagnini, instancabile custode del modesto apparato tecnico (ma prezioso per noi). Feci parte della radio fino all'estate del 1983 quando dovetti forzatamente abbandore per il servizio militare.Quei tre anni furono indimenticabili, finalmente potemmo realizzare i nostri intenti senza avere nessun supervisore che potesse bocciare le nostre idee: nelle precedenti esperienze non sempre avevano avvallato certe mie proposte.La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di seguire un corso di dizione per eliminare quelle noiose cadenze e rendere quindi più vivo il nostro parlato. I risultati arrivarono presto, la pubblicità da noi prodotta era molto più snella e ascoltabile, era più corta e meno banale. Aumentarono a dismisura gli inserzionisti grazie anche alla pressante mediazione con i commercianti operata da Claudio Menè. Avevo 19 anni e conducevo nel pomeriggio "Spumeggiante" il programma a dediche. Lo staff era formato da tante persone e il palinsesto era pieno di appuntamenti. Conobbi un ragazzino di belle speranze di quasi 14 anni (Alessandro Bernabeo) diventato famoso in seguito come Raduan DJ. Voleva fare il disck jockey e da quando gli misi in mano i primi piatti e gli spiegai qualcosa riguardo al missaggio, non li mollò più. In quel periodo ero il dj del Boomerang di Miglianico e misi una buona parola per far debuttare in consolle il promettente Alessandro. Sulla stessa lunghezza d'onda era posto Luciano Cespa, amico di sempre e "fuggito" troppo presto, a soli 22 anni a causa di un incidente stradale. Un talento nel mixare, sapienza e orecchio nell'incastonare le melodie e i ritmi funk. Ho ancora delle sue cassette alle quali gli pseudo dj di oggi dovrebbero solo inchinarsi. Presto formammo un bel gruppo con Lorenzo Di Lorenzo, Gianni De Grandis, Marco Cavaliere, Tommaso Fulgente, Carlo Lavagnini, Floriana Bernabeo, Teresa Piccorossi, Edoardo Di Pierro, Alfredo Picciano, Manola Mosca, Nadia Sanvitale, Claudico Menè, Umberto Gentile, Luciano Cespa (si faceva chiamare Francesco Baretti), Alessandro Bernabeo (allora Alessandro Giordani, oggi Raduan). Non vi dico che momenti abbiamo condiviso; nottate a registrare nastri e pubblicità, pomeriggi passati ad "imboscarci" nella sala di registrazione in compagnia delle rispettive fidanzate di turno a "registrare" di tutto tranne che la musica. Carlo Lavagnini oltre che il tecnico responsabile era diventato il fotografo della radio per via della sua passione per la macchina fotografica. Aveva ricavato da uno stanzino la camera oscura per stampare i suoi bianco e nero. Come tutti sapevano Punto Radio era l'emittente del PSI locale, ma questo a noi non sembrava, eravamo liberi di fare quello che volevamo e nessuno ci aveva mai indirizzato su una certa direttrice politica. Solo il notiziario che era gestito dagli organi del partito era puntato sul dibattito a distanza che quotidianamente avveniva con Radio Ortona, la democristiana del prof. Falcone. Un motivo di grande soddisfazione fu quando un giorno Carlo Lavagnini arrivò con i dati Audiradio che collocava Punto Radio nell'ambito provinciale sesta in classifica . Il nostro lavoro aveva dato i suoi frutti.Ogni giorno si viveva un momento emozionante, ci si divertiva, a volte si litigava, ma faceva parte del convivere familiare. A settembre partii per il militare, mi congedai dopo un anno, un mese prima Punto Radio aveva chiuso i battenti. Qualche anno fa, una mattina mi trovavo in largo Farnese, una pala meccanica stava demolendo l'isolato Caldora. Un colpo ben assestato aprì la stanza di registrazione con ancora in evidenza i contenitori delle uova, un secondo colpo fece franare anche l'altra parete. In un nanosecondo ripassai in mente tutti i ricordi e successivamente con l'alzarsi del polverone delle macerie ingoiai un amaro sapore di lacrima. Gianfranco di Lizio 2 febbraio 2005 |
Aggiornato il: febbraio 10, 2011.